L’Intelligence Analyst, Chi È e Cosa Fa

L’intelligence analyst ha il compito di raccogliere e analizzare le informazioni grezze trovate attraverso varie fonti e tradurle in un’informativa (intelligence) compiuta. Tradurre in questo caso non significa che l’analista deve tradurre dei dati dallo spagnolo all’inglese. Ad esempio, un’intelligence analyst deve mettere insieme tutte le informazioni trovate, interpretarle, ed esprimere un giudizio o una previsione al fine di fornire un supporto decisionale al cliente.

Il ruolo dell’intelligence analyst può essere trovato sia nel settore pubblico che privato. Il settore pubblico include ad esempio organizzazioni a livello federale, statale o locale, e agenzie governative. Al contrario, il settore privato include think tanks e imprese.

Gli Intelligence Analysts sono Specialisti

  • In base alle fonti utilizzate, ossia che si focalizzano su un particolare tipo di fonte di informazioni. HUMINT (Human Intelligence) è la raccolta di informazioni tramite contatti interpersonali, OSINT (Open-Source Intelligence) tramite fonti aperte, come internet o più specificatamente tramite i social media (SOCMINT), SIGINT (Signals Intelligence) tramite l’intercettazione di segnali, e GEOINT (Geospatial Intelligence) da satelliti e mappe.
  • In base ad un argomento specifico, come un’area geografica, o un tipo di gruppo (attori non statali o gruppi terroristici), o un tipo di minaccia (nucleare, strategica o tattica).
  • In base ad una disciplina, come quella militare, scientifica, economica, o riguardante gli armamenti.

Douglas MacEachin, ex ufficiale della CIA e analista, definisce l’intelligence come “una professione cognitiva”, nel senso che riguarda l’identificazione di anomalie e schemi nel comportamento di qualcuno, che potrebbero spiegare eventi passati o potrebbero indicare futuri sviluppi.

Parlando del futuro, il fattore dell’infallibilità non può essere presente nell’equazione di un’analista.

In un contesto governativo e politico, l’intelligence analyst deve raccogliere informazioni da fonti diverse al fine di prevenire un attacco, identificare nuove sfide o valutare una minaccia. L’obiettivo finale è quello di consigliare gli attori politici su un particolare tema e fornire loro gli strumenti per reagire, e di conseguenza supportarli nella pianificazione futura.

Dave Hagen, professore al Northeastern University, meglio descrive il ruolo dell’intelligence analyst come qualcuno che deve “ricercare con attenzione, considerare molteplici fonti, ed esprimere giudizi analitici basati sui fatti che servano ad informare gli attori politici, sia nel settore pubblico che privato.”

Requisiti e Responsabilità dell’Intelligence Analyst

Nel 1949, Sherman Kent, uno dei pionieri dell’intelligence analysis, ha descritto la ricerca, intesa come atto finale, come

“una cosa semplice e lapalissiana. Come attività, è la ricerca di un certo tipo di conoscenza… In piccolo, è ciò che facciamo tutti i giorni… Quando un dottore diagnostica una malattia di solito lo fa sulla base di un lavoro di ricerca preliminare”.

Il confronto tra medicina e intelligence analysis è presente nella letteratura d’intelligence dagli ultimi 60 anni. Un medico e un’analista devono raccogliere e valutare le informazioni e i dati su un fenomeno, che spesso non è disponibile attraverso un’osservazione immediata. Sia il medico che l’analista devono trarre una conclusione da sintomi, segnali, e indicazioni.

Le Competenze dell’Intelligence Analyst

  • Ricercare e raccogliere informazioni rilevanti. Una grande quantità di informazioni non significa che sia tutta utile o corretta. L’intelligence analyst deve stabilire cosa è necessario e definire le priorità.
  • Essere sempre aggiornato sugli eventi relativi alla sua area d’interesse.
  • Valutare la validità, l’affidabilità, e la significatività di un’informazione.
  • Pensare al di fuori degli schemi in modo originale. Se tutti gli analisti pensassero nello stesso modo, il risultato dell’analisi sarebbe sempre lo stesso. L’analista deve essere rigoroso e creativo quando considera una spiegazione per dati mancanti o contraddittori.
  • Giungere a conclusioni analitiche e fattuali, senza essere guidato da pregiudizi dettati da esperienze passate e precedenti conclusioni sull’argomento. L’analista deve essere in grado di distinguere ciò che sa dalla sua opinione personale.
  • Essere in grado di giudicarsi e mettere in dubbio i propri risultati. L’intelligence analyst deve sapersi interrogare sulle proprie ipotesi. Secondo il Professor Immerman, “confermare o rafforzare una prova non ha meno valore di ciò che la smentisce o confuta.”
  • Comunicare i risultati tramite report dettagliati o presentazioni che permettono al cliente di comprendere pienamente la situazione.
  • Parlare altre lingue oltre all’inglese. Questo non è vincolante, ma sarebbe un vantaggio poiché permetterebbe all’analista di raccogliere informazioni da più fonti e comprendere diverse sfumature e contesti.

Un’Attività Intellettuale

Come Lowenthal e Marks hanno evidenziato nel loro lavoro:

“non possiamo sottolineare a sufficienza l’importanza di riconoscere e capire che l’intelligence analysis è un’attività intellettuale, non una meccanica dove la semplice formula o ricetta produrrà il risultato desiderato ogni volta. Sebbene si apprezzi la possibilità che alcuni strumenti analitici e soluzioni informatiche assistano l’analista, questi rimangono strumenti che non cambiano la sostanza dell’intelligence analysis: ossia la capacità di leggere, pensare, e scrivere in modo critico…”

Negli anni passati, alcuni studiosi hanno provato a definire l’intelligence analysis come un’arte, altri come una scienza, o entrambe. Tom Binkley una volta disse:

“un lavoro di intelligence veramente buono deve essere il prodotto di un’analisi logica (scienza), coniugata all’intuizione e all’esperienza dell’analista (scienza ed arte), e poi comunicata in un modo conciso, puntuale, e significativo che può essere capito e sfruttato dal cliente (non esiste più alta forma d’arte!).”

Il Ciclo dell’Intelligence

L’informazione e l’intelligence sono cose diverse. Da un lato, l’informazione include dati riguardanti temi o circostanze specifici. Dall’altro lato, l’intelligence comprende un intero processo di pianificazione, raccolta, interpretazione, analisi, e comunicazione. Questo processo è il cosiddetto “Ciclo dell’Intelligence”.

Direzione (Direction)

La direzione è la prima fase del ciclo d’intelligence e stabilisce i parametri per gli obiettivi della ricerca e i suoi requisiti. L’analista deve provare a definire quale è il problema di intelligence. Questa fase si focalizza sui bisogni del cliente.

Un buon punto di inizio per capire i bisogni del cliente è rispondere alle “Cinque W” che sono:

  1. Che cosa (What)
  2. Quando (When)
  3. Dove (Where)
  4. Chi (Who)
  5. Perché (Why)

Raccolta (Collection)

La fase di raccolta si focalizza sulla ricerca.

Durante questa fase, l’analista può acquisire informazioni o dati grezzi, attraverso fonti aperte, chiuse, e tecniche. Fonti aperte, come libri e giornali. Le fonti chiuse d’informazione sono quelle segrete. In questo caso, l’analista raccoglie informazioni attraverso sorveglianza, interrogatori o operazioni segrete. Le risorse tecniche, come quelle elettroniche o satellitari hanno un ruolo vitale nell’intelligence contemporanea.

Le cosiddette “-INTs” sono utilizzate durante questo processo per raccogliere qualsiasi tipo di dato.

Elaborazione (Processing)

La fase di elaborazione include la raccolta, decodificazione, e interpretazione.

La sistemazione e l’annotazione di informazioni rilevanti; la valutazione dell’affidabilità dei dati; l’esame critico dei risultati; la valutazione della probabilità di un evento; lo stimare l’utilità dei dati trovati sono stadi essenziali che l’analista deve affrontare durante questa fase.

Analisi (Analysis)

La fase di analisi è un processo chiave. Non è solo la riorganizzazione di nuove informazioni e dati in un nuovo formato. Trasforma la nuova informazione in un qualcosa di significativo che include implicazioni e valutazioni sui dati raccolti.

Questa fase consiste nel convertire informazioni base in un prodotto finito. Include la valutazione, l’integrazione, e l’analisi dei dati disponibili.

L’analista attingerà ad una conoscenza specifica dell’argomento, alla logica, e a ciò che ha appreso durante la precedente analisi e dovrà anche considerare la validità e affidabilità dell’informazione raccolta.

Gli intelligence analysts spesso utilizzano tecniche analitiche strutturate (structured analytic techniques – SATs) durante questa fase al fine di esprimere in modo trasparente pensieri propri e risultati. Queste tecniche come Analysis of Competing Hypotheses (ACH – l’Analisi delle ipotesi concorrenti) e Key Assumptions Check (verifica delle ipotesi chiave) aiutano a ridurre l’impatto dei pregiudizi cognitivi e mirror-imaging, che significa percepire gli altri come uno percepisce sé stesso.

Richards Heuer and Randy H. Pherson, nel libro “Structured Analytic Techniques for Intelligence Analysis”, spiegano e categorizzano tutti I diversi tipi di SATs al fine di comprendere meglio quando e come utilizzarli.

Comunicazione (Dissemination)

L’ultima fase è la cosiddetta fase di disseminazione. È meglio descritto nel JDP 2-00 come:

“la puntuale comunicazione dell’intelligence, in una forma appropriata e con qualunque mezzo adatto, a coloro che ne hanno bisogno”. L’appropriatezza, la chiarezza, la coerenza, la completezza, la concisione, la correttezza, e l’oggettività sono fattori che devono caratterizzare quest’ultima fase e il prodotto finale. Il report deve catturare l’attenzione del lettore e avere una struttura “BLUF”, che significa “Bottom Line Up Front” (andare subito al sodo).

Il ruolo dell’intelligence analyst non è ancora facile da comprendere, ciò nonostante, la letteratura su questo argomento si è ampliata. Molti studiosi come Heuer, Pherson, Major, and Grabo hanno contribuito a dare forma a questa figura, specialmente negli anni passati.

Un’analista è qualcuno che non si ferma mai perché il mondo continua a cambiare incessantemente. Il suo obiettivo è quello di identificare nuove sfide, minacce o opportunità e trarne vari giudizi e conclusioni. Per ottenere ciò, l’analista deve impegnarsi con le varie fasi del ciclo d’intelligence.

Rachele Momi
Rachele Momi
Rachele Momi is a graduate in Intelligence & Security Studies at Brunel University and in Middle East Politics at SOAS. Her research is mainly focused on the Middle East region, tradecraft, and defence issues.

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